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Come sopravvivere se ti perdi in una grotta

In Sardegna si trova il sistema di grotte più esteso d’Italia, creato dalla giunzione nel giugno 2016 dei due complessi carsici della Codula Illune e di Su Molente-Bue Marino, superando i 70 km di estensione. Ne abbiamo scritto in questo articolo.
Questo è un sistema inaccessibile a chi non ha competenze speleologiche che prevedono l’utilizzo di attrezzature per progressione verticale in corda.

Ci sono anche cavità orizzontali che consentono l’accesso anche a chi è a digiuno di speleologia, attirato dal fascino dell’ignoto, del buio e spinto da un minimo di curiosità.
Nell’ambito esplorativo i rischi comunque non sono pochi e ogni anno purtroppo anche esperti speleologi e speleosub rischiano la vita.
Tra i pericoli troviamo: cadute, sacche di gas tossici, perdersi, caduta massi, ipotermia, disidratazione, piene improvvise.

Ricorderai che tra giugno e luglio del 2018, il mondo rimase senza fiato, in attesa di conoscere la sorte di 12 giovani ragazzi e il loro allenatore di calcio, rimasti intrappolati nella grotta del Tham Luang a Chiang Rai, in Thailandia.
La situazione drammatica ha portato all’attenzione del mondo intero l’attrazione atavica che le grotte hanno sull’uomo e i potenziali pericoli che queste presentano.

Che faresti se ti dovessi trovare intrappolato in una grotta, in particolare se fossi totalmente impreparato come la (estremamente fortunata) squadra di calcio tailandese?
Esperti di tutto il mondo si recarono sul luogo per partecipare al salvataggio e diverse associazioni di soccorso speleologico sono apparse nei canali televisivi per parlare dei rischi connessi all’ambiente ipogeo e di una serie di strategie che è possibile utilizzare per rimanere in vita nel mondo di sotto.

  • Per cominciare, in qualsiasi situazione di emergenza il primo passo è valutare la situazione.
    Non farsi prendere dal panico è essenziale.
    Non si deve andare in giro casualmente nella speranza di trovare una via d’uscita.
    Le grotte sono spesso labirintiche e anche speleologi navigati possono perdere l’orientamento.
  • Se sei in preda al panico e disorientato stai fermo, cerca di riprenderti e pensa che i soccorritori trovano la stragrande maggioranza degli speleologi dispersi.
    Se stare al buio completo non ti terrorizza, puoi spegnere la tua fonte di luce di tanto in tanto per risparmiare la batteria.
    Per attirare i soccorritori, puoi battere tra di loro delle pietre.
    Gridare di terrore ti farà solo perdere la voce mentre i suoni acuti come il cozzare di due pietre possono viaggiare più lontano.
  • Cerca di tenerti caldo e asciutto. Se hai dei vestiti extra indossali.
    Solitamente le grotte hanno temperature interne costanti durante l’arco dell’anno e considera, nel caso della Sardegna, che tale temperatura si aggira sui 16°.
    In altre parti del mondo questa temperatura più essere decisamente più bassa per cui, dovendo stare fermi ad aspettare i soccorsi, c’è il rischio di prendere parecchio freddo.
    Nel caso tu ne abbia, puoi usare una busta di plastica, come quelle della spazzatura, facendo un buco per la testa e infilandotela come una maglietta. Fungerà un minimo da isolante.
    E’ molto importante conservare quanta più energia possibile quindi mangia e bevi ogni tanto per tenere corpo e mente attivi.
  • Se pensi di sapere dove si trova l’uscita, non rischiare comunque. Usa il sistema di Hansel e Gretel e grazie a piccoli pezzi di stoffa o costruendo dei piccoli “omini”, pile di petre, potrai contrassegnare il tuo percorso.
    Osserva.
    Entrando nella cavità potresti aver lasciato impronte di piedi o mani. 
    Procedi sempre con la massima cautela, non correre e non saltare, mai! La grotta, per quanto affascinante, è un ambiente particolarmente ostile.
    Se raggiungi un vicolo cieco, segui le tracce che hai appena lasciato per tornare al punto di partenza in sicurezza.
  • Il flusso d’aria può darti delle indicazioni su eventuali passaggi che portano all’ingresso. Puoi rilevare tali correnti usando un accendino (bada ai movimenti della fiamma) o lasciando scivolare dalle mani un pò di polvere sottile e vederne la direzione di caduta.
  • Se ti senti stanco evita di stenderti direttamente sulla nuda roccia cedendo così calore corporeo. Cerca di rimanere asciutto e evita di fare sforzi eccessivi e sudare. Il rischio ipotermia è sempre dietro l’angolo.
  • In caso di emergenze prolungate l’acqua è sempre una delle prime necessità. Se senti gocciolare, il prezioso liquido potrebbe essere alla tua portata.
    In grotta non è raro trovare acqua corrente, che devi sempre preferire all’acqua di pozze stagnanti o fangose. Evita l’acqua con forti odori.
  • Trovare cibo è estremamente difficile.
    Gli animali più grossi stanno spesso nei primi tratti delle cavità.
    Uccelli, insetti di un certo tipo, pipistrelli sono difficili da catturare e ti fanno consumare parecchie energie nel tentativo.
    Consolati con il fatto che le persone possono resistere anche 30 giorni senza cibo, purchè abbiano l’acqua.
  • Per finire, non avventurati mai da solo in luoghi selvaggi e sopratutto sconosciuti.
    Vale per la grotta quanto per la montagna in generale.
    Quattro persone sono davvero il minimo indispensabile in caso di emergenza e ricorda sempre di avvisare qualcuno su dove hai intenzione di avventurarti e quando pensi di rientrare.
    In tal modo sapranno dove cercarti se non farai ritorno al tempo prestabilito.
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